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CRISTIANI DEMOCRATICI UNITI DEL PIEMONTE

M. Tassone: impegnati nella costruzione di una grande area di centro

M. Tassone: impegnati nella costruzione di una grande area di centro

Non so se il sistema della “non politica”, instaurato con le elezioni politiche del 1992 e del 1994, sia al capolinea. Certo è che l’aggrovigliarsi delle vicende pesano e scuotono il Paese. Le leggi elettorali, il Mattarellum prima e il Porcellum dopo, che hanno di fatto smantellato i Partiti, erano visti come una svolta benefica che avrebbe dovuto assicurare la semplificazione, la riduzione dei gruppi parlamentari, la stabilità e l’efficienza del governo. Si diceva anche che finiva il “teatrino” della politica. Tutto questo ha diffuso precarietà e alimentato incertezze. Quando si altera il naturale fluire delle acque, il fiume fuoriesce dal suo alveo producendo devastazioni. La natura poi si vendica. Così anche nei sistemi istituzionali quando la politica viene sospesa. La politica è dialettica, confronto, ricerca, elaborazione di idee, sforzo di sintonizzarsi con realtà sociali vaste e complesse. La politica può essere, dunque, sospesa ma non muore perché è inscindibile all’Uomo. Chi pensava al nuovo dove un sistema di diffuse e profonde garanzie si sostituiva con aggregazioni contingenti senza respiro e con schiere di solisti elevati a salvatori è stato smentito dal susseguirsi di vicende che minano equilibri e valori consolidati. Giorno 26 febbraio si è svolto a Roma, sotto la presidenza di Renato Grassi, l’Assemblea della Democrazia Cristiana, autorizzata con prescrizioni dallo stesso giudice che 4 anni fa aveva annullato il Congresso. È stato eletto presidente Gianni Fontana, persona degnissima. Ci auguriamo che si concluda il cammino di aggregazione, in tempi brevi, dei democristiani sparsi che non hanno solidi riferimenti politici. Siamo impegnati a costruire una grande area di centro che si può alleare con la destra ma non è destra. La sinistra e la destra sono oggi termini astratti. Tutti gli indicatori dicono che le scelte, oggi, approssimative, contingenti, privi di respiro. Mancano i riferimenti sociali. Non si colgono in pieno le esigenze dei ceti medi, stragrande maggioranza dei cittadini, che non hanno rappresentanza. La giustizia, l’equità, la lotta alle diseguaglianze, i servizi, l’occupazione non sono un elenco di bisogni ma sono gli elementi costitutivi di una società di uomini liberi. Un grande impegno, dunque, per recuperare dinamismo attraverso energie e volontà sopite da gestioni che hanno inteso sospendere la politica e, con essa anche capacità, virtù che ci sono ed è stato un delitto comprimere. Il referendum del 4 dicembre del 2016 offre delle opportunità per un cammino dove i riferimenti siano i contenuti, le idee forti e una ritrovata umana consapevolezza. Senza di esse nessuna norma può garantire il raggiungimento di obiettivi soddisfacenti